23 Lug 2016

Filosophy for children

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Filosofia per bambini 

La Philosophy for Children (nota anche come P4C) nasce nel New Jersey alla fine degli anni ’60 del secolo scorso ad opera del prof. Matthew Lipman, con l’obiettivo di migliorare la capacità di pensare di bambini e ragazzi attraverso il dialogo filosofico.

 

Per incentivare l’amore per la lettura: continuate a leggere a voce alta ai bambini che sanno già leggere, in modo che si crei una relazione significativa e affettiva con il libro.

 


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11 Lug 2016

Curricolo Verticale

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Se un uomo parte con delle certezze finirà con dei dubbi, ma se si accontenta di partire con qualche dubbio, arriverà alla fine con delle certezze. Francis Bacon

Il curricolo verticale

E’ il percorso formativo, in base alle Indicazioni Nazionali date dal Ministero della Pubblica Istruzione, per far conseguire gradualmente agli alunni gli obiettivi di apprendimento e le competenze specifiche delle varie discipline. 

Aspetti salienti del curricolo verticale: lo sviluppo di competenze

«La scuola finalizza il curricolo allo sviluppo delle competenze previste nel profilo dello studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita personale e la partecipazione sociale … sulla base dei traguardi fissati a livello nazionale, spetta all’autonomia didattica delle comunità scolastiche progettare percorsi per la promozione,  la rilevazione e la valutazione delle competenze.» [I.N. 4.sett.2012, p.14]

Altro aspetto importante: la verticalità del curricolo o della continuità curricolare

«L’itinerario scolastico dai 3 ai 14 anni, pur abbracciando  tre tipologie di scuola  caratterizzate ciascuna da una specifica identità pedagogica e professionale, è progressivo e continuo. La presenza, sempre più diffusa, degli istituti comprensivi, consente la progettazione di un unico curricolo verticale e facilita il raccordo tra con il secondo ciclo dell’istruzione e formazione. » [I.N. 4.sett.2012, p.12]

Per iniziare, lo studioso Puricelli offre i seguenti suggerimenti per dare luogo alla continuità: Sotto il profilo metodologico progettare un curricolo in verticale, presuppone e richiede il lavorare insieme tra ordini di scuola diversi:

  • Lo strumento per lavorare insieme può essere costituito dalle Commissioni di materia che mettano insieme insegnanti dei vari ordini.
  • Costruire la mappa generale del sistema degli apprendimenti in continuità, così da avere una visione globale.

Piattaforma per progettare una didattica per competenze

Schede illustrative sulla Buona Scuola

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10 Giu 2016

Fare Teatro a Scuola

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Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco (Victor Hugo)

 

 

Durante il corso dell’anno scolastico corrente, abbiamo lavorato alla rappresentazione teatrale del Mago di Oz. Il perché di questa scelta è da ricollegarsi all’importanza del teatro quale strumento pedagogico. Come è noto, per i bambini è più facile comunicare ed esprimere le proprie emozioni, con l’interpretazione e la drammatizzazione di personaggi teatrali. L’esperienza teatrale stimola le diverse forme di apprendimento, potenziando ed indirizzando energie creative ed alimentando al contempo il gusto estetico e artistico. Il teatro va a coincidere con il percorso pedagogico sia del singolo, sia del gruppo. Tutto questo avviene grazie allo sviluppo di immaginazione, improvvisazione, creatività ed espressività tipici del lavoro teatrale: questi strumenti diventano veicolo per la scoperta e la gestione delle proprie emozioni, della propria sensibilità e dei propri affetti, più in generale, per l’intero mondo interiore dell’individuo, che può quindi scoprirsi, formarsi, accrescersi e prendersi cura di sé. Questo modo di pensare trova corrispondenza con i pensieri pedagogici di alcuni studiosi quali ad esempio, John Dewey (1859-1952), filosofo e pedagogista americano, che pone in risalto per la prima volta, nel campo dell’educazione, l’importanza del vivere l’esperienza teatrale, dove ci si educa all’interno del processo esperienziale della rappresentazione stessa. Anche l’italiana Maria Montessori (1870-1952) afferma che nel fare teatro il fanciullo ha la possibilità di esprimere la propria individualità, in piena libertà. Il laboratorio teatrale è un ambiente protetto nel quale l’elemento centrale non è più la rappresentazione finale, ma il processo, il percorso di pratiche e conoscenze che l’individuo compie e vive su sé stesso in prima persona. Ciò che diviene fondamentale allora è la sperimentazione, la messa in gioco, l’esplorazione, il confronto e lo scontro con altre realtà, in modo tale da entrare nel teatro con tutto sé stessi.

Fonte: Gaetano Oliva, Le arti espressive come pedagogia della creatività, in Scienze e Ricerche, n. 5, marzo 2015, pp. 45-51

 

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05 Giu 2016

Balbuzie

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Non avere mai paura della difficoltà che incontri. Ricorda che l’aquilone si alza con il vento contrario, non con quello a favore (Anonimo)

Quando riusciamo a ridere dei nostri imbarazzi, ci riesce persino di mettere a loro agio persone che di imbarazzi sono portatori  (cit)

E’ un disturbo della parola che compare generalmente tra i 3 e i 6 anni. E’ caratterizzato della ripetizione e dall’allungamento di alcuni suoni e alcune sillabe; non compromette il pensiero, ma colpisce la voce, le corde vocali e i muscoli facciali. Il bambino balbuziente, infatti, pensa la parola in modo corretto, ma non riesce a pronunciarla bene. Secondo l’enciclopedia Puericultura di Garzanti, con la consulenza di Valeria Covini (2002), uno dei risvolti psicologici è originato da una difficoltà di rapporto coi genitori, dalla presenza di genitori iperprotettivi o da genitori distanti e poco affettivi. In questo caso, la balbuzie è la risposta del bimbo alla sua incapacità di vivere la distanza nella relazione con i genitori. L’altro risvolto psicologico del disturbo riguarda la capacità del bambino di esprimere la sua aggressività. Quando i suoi istinti aggressivi vengono repressi possono essere rivolti verso il linguaggio e bloccarlo.

Un bimbo con un disturbo che lo affligge durante l’infanzia e che lo condizionerà per tutta la sua esistenza va a toccare dei centri nevralgici della sensibilità delle figure parentali di riferimento. I genitori e le persone care dovrebbero cercare di sdrammatizzare la difficoltà del bimbo, evitando di sottolineare le sue incertezze di pronuncia. Se il disturbo viene affrontato senza drammi dovrebbe attenuarsi spontaneamente. Ovviamente, è sempre tenere in conto il punto di vista di un Logopedista.

Su questo argomento, si veda il film Il Discorso del Re

 

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28 Mag 2016

Sogno o son desto?

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Nulla si sa, tutto si immagina                            (Fellini)

 La Scuola Media M. è la scuola del “Sogno”, mi ricorda i set cinematografici di Federico Fellini, peso massimo della nostra cultura. Così come nella gran parte dei film del Maestro si respira una magica alchimia di elementi, che fa dimenticare le coordinate di tempo e spazio, allo stesso modo alla M. spesso si materializzano situazioni insolite e inaspettate, come la presenza di gruppi di stranieri per lo studio della lingua italiana, o l’allestimento di set cinematografici in alcuni punti strategici extrascolastici, come la Presidenza oppure il terrazzo, o le periodiche attività sportive … che trasportano la Scuola in una dimensione onirica, magica, meravigliosa. La forza culturale della scuola M. è straordinaria: la temperie e tutti i semi culturali cui si è fatto cenno fecondano le menti di tutti i fortunati che la abitano. Quest’anno in un tema, una brillante Studentessa ha paragonato la scuola a un tronco d’albero e se stessa e i compagni ai rami sparsi nel mondo. Come è noto, l’albero è l’archetipo (il modello/simbolo) della vita che cresce ed è considerato immortale.  La sua forma, le sue radici, il tronco che va a diramarsi in una moltitudine di rami, hanno un significato mistico ricollegabile al concetto cosmico di Creazione. Il tronco dell’albero rappresenta sostegno e nutrimento, esso è durevole e stabile al contempo, in contrapposizione con il fogliame che ha invece carattere transitorio e ornamentale. L’albero è anche simbolo della rigenerazione e l’archetipo della potenza. Considerare la Scuola come un tronco d’albero implica il percepire questo luogo di bellezza e cultura come ambiente che supporta, fortifica e che consente di affrontare il futuro con serenità e sicurezza :-)  Essere considerata come facente parte di un tronco d’albero da una mia Studentessa mi riempie di orgoglio e gratitudine. Tutto questo per sottolineare la bellezza, l’importanza e la magia che si respirano a Scuola. Grazie di cuore.

Non voglio dimostrare niente, voglio mostrare               (Fellini)

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23 Mag 2016

I 7 tipi di Intelligenza

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L’intelligenza, secondo Hower Gardner, è caratterizzata da varie forme, ovvero potenzialità biologiche presenti sin dalla nascita che in ogni essere umano assumono una particolare combinazione di livelli di sviluppo, rendendo unico il suo profilo intellettivo.

Il punto di partenza della concezione di Gardner è la convinzione che la teoria classica dell’intelligenza basata sul presupposto che esista un fattore unitario, misurabile tramite i classici test per misurare l’intelligenza, sia errata. Dopo aver effettuato indagini sull’intelligenza dei bambini e su adulti colpiti da vari tipi di patologie, egli teorizzò che gli esseri umani sono dotati di almeno sette differenti tipologie di intelligenza:

1. Intelligenza logico-matematica;

2. Intelligenza linguistica;

3. Intelligenza spaziale;

4. Intelligenza musicale;

5. Intelligenza corporeo-cinestetica;

6. Intelligenza interpersonale;

7. Intelligenza intrapersonale.

 

GIOCO: individua le caratteristiche intellettive dei personaggi di cui sotto. Chi ha sviluppato l’intelligenza musicale? Chi ha sviluppato l’intelligenza sportiva (corporeo-cinestetica)?

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19 Mag 2016

Intelligenza Emotiva

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Abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale (Goleman)

 

 

L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo Emotional Intelligence. Essi definiscono l’intelligenza emotiva come la capacità di controllare i sentimenti (stati d’animo, ovvero condizione cognitivo-affettiva che dura più a lungo delle emozioni e che presenta una minore incisività rispetto alle passioni) ed emozioni (stati mentali e fisiologici associati a modificazioni del corpo e della mente, a causa di stimoli interni o esterni, naturali o appresi) proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni.

Daniel Goleman indica sei caratteristiche che contraddistinguono coloro che fanno uso dell’intelligenza emotiva:

  1. Abilità nella consapevolezza di sé: questo permette di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni e pensieri.
  2. Abilità nel dominare se stessi: è la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine.
  3. Abilità motivazionale: l’abilità di scoprire i motivi profondi che spingono all’azione.
  4. Abilità empatica: capacità di intuire i sentimenti, le aspirazioni e le emozioni altrui per entrare in contatto.
  5. Abilità di socializzazione: la capacità di stare con gli altri e di percepire i movimenti che avvengono tra le persone.
  6. Abilità decisionale.
L’intelligenza emotiva il segreto del successo

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10 Mag 2016

Progetto DADA

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La didattica che viene dal Nord Europa sta prendendo piede in Italia. Si chiama “Dada” e significa “didattica in ambienti di apprendimento”. Si tratta di creare ambienti di apprendimento per attivare percorsi operativi che tengano in considerazione la teoria del learning by doing, caratterizzati da attività didattiche pratiche, in modo da garantire una migliore sedimentazione delle conoscenze, oltre che l’acquisizione di abilità e competenze. In questa ottica, gli studenti diventano soggetti attivi nella costruzione dei loro saperi e della loro formazione. L’approccio dinamico e fluido del DADA prevede gli spostamenti degli studenti e questo aspetto riteniamo possa essere uno stimolo energizzante sulla capacità di concentrazione,  come testimoniato da accreditati studi neuro scientifici, che ci indicano come il modo migliore per attivare la mente (le sue cognizioni e le sue emozioni) sia mantenere in movimento, anche leggero, il corpo. La stessa Commissione europea, con l’introduzione del concetto di competenze chiave, richiama una dimensione attiva dell’apprendimento: una scuola che si basi sulla promozione delle competenze deve emanciparsi da modelli di setting standardizzati, preferendo il modello di laboratorio polifunzionale, dove gli studenti siano proattivi e collaborino, lavorando anche in gruppi. Particolare attenzione è stata posta all’aspetto visivo ed emozionale: i piani dell’edificio scolastico o i singoli dipartimenti disciplinari possono essere identificati con un colore e con un elemento iconografico caratterizzante.

 

Aula -Laboratorio

D.A.D.A. (Didattiche per Ambienti Di Apprendimento): un'innovazione realizzabile

 

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08 Mag 2016

Alfons Mucha

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Al Complesso del Vittoriano di Roma dal 15 aprile è presente una duplice mostra: una grande retrospettiva dedicata al padre dell’Art Nouveau, Alfons Mucha e l’altra dedicata al mito dell’icona pop Barbie.

ALFONS MUCHA E L'ART NOUVEAU

 

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27 Apr 2016

Guida alla comprensione del Testo Storico

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Nello studio del testo si dovrebbero esplorare le strategie ed i processi che riflettono l’attività cognitiva del lettore (De Beugrande, 1987)

Tra i vari testi di studio della scuola dell’obbligo, quello storico, testo argomentativo-scientifico e descrittivo, è uno dei più impegnativi, poiché tratta argomenti lontani dalla realtà dell’alunno, in quanto gli eventi storici sono distanti dal suo vissuto, per collocazione temporale e spaziale, perché utilizza una terminologia specifica ed astratta, infine, perché richiede operazioni cognitive complesse, di tipo logico, inferenziale ed analogico.

In generale, comprendere un testo scritto è un’attività impegnativa che richiede il possesso e la coordinazione di capacità cognitive relative a differenti livelli di elaborazione: la parola, la frase e in ultimo il testo. Allo stato attuale, il modello di ricerca di riferimento più valido è quello interattivo, in cui si evidenzia l’importanza dei processi messi, in atto dal lettore sulla base delle sue precedenti conoscenze. Un ottimo riassunto, dei modelli di comprensione del testo, si trova in rete ed è elaborato da Barbara Arfè, docente di Psicologia dello Sviluppo e Psicologia Educativa, presso l’Università di Padova e per un approfondimento sull’argomento si potrebbero consultare i saggi di Penna, Mocci (2008); De Beni, Pazzaglia (1995). A mia volta, anche per andare incontro alle esigenze di quei genitori che mi hanno domandato dei consigli in tal senso, ho pubblicato una guida sulla comprensione del testo storico, che si fonda sullo studio di Rossana De Beni e Claudia Zamperlin, dell’Università degli Studi di Padova.

Pagina 3<br />
MODELLI TEORICI SULLA COMPRENSIONE<br />
DEL TESTO<br />
COMPRENSIONE = fase finale di un lungo processo al termine del<br />
quale...

Pagina 36<br />
Per quanto riguarda la comprensione del testo le abilità sono:<br />
 Compiere inferenze<br />
 Seguire la struttura sinta...

 

Pagina 48<br />
PROGRAMMI ITALIANI PER LA PROMOZIONE DEGLI<br />
ASPETTI COGNITIVI E METACOGNITIVI DELLA LETTURA<br />
2) PROGRAMMA PER LA P...

Generally, understanding a written work is a difficult activity, that requires possession and coordination of cognitive abilities related to different levels: the word, phrase, and finally the text.

At present, the most interesting research model is interactive. An excellent summary of the reading comprehension models, by Barbara Arfè, Professor of Developmental Psychology and Educational Psychology, at the University of Padova, in Italy. I posted a guide on comprehension historical text, which is based on the study by Rossana De Beni and Claudia Zamperlin, of University of Padova, Italy.

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